Copertina Pelargos 1

n. 5 | 2024


ISBN 978-88-5491-588-6

pp. 220

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Miscellanea

I contatti tra Italia e Golfo di Corinto dalla cosiddetta koine metallurgica del LH IIIC ai votivi di epoca coloniale, tra caratteristiche e differenze ideologiche, Giorgia Di Lorenzo

Per il periodo post-palaziale del LH IIIC., quando fiorisce il fenomeno della koinè metallurgica, soprattutto le necropoli nel territorio di Patrasso possono contribuire a comprendere le nuove dinamiche di potere e la gestione del territorio attraverso le cosiddette "tombe dei guerrieri". I metalli alloctoni vengono utilizzati nel rituale funerario in varie soluzioni, come strumenti per creare la nuova immagine del potere, spesso riflesso della competizione interna e/o dell'integrazione di elementi stranieri nella comunità. Dal X sec. a.C. la presenza di oggetti italici e centroeuropei nell'Egeo è interrotta o, al momento, non può essere determinata archeologicamente. Questo cambiamento sembra essere correlato allo sviluppo dei santuari, soprattutto quelli panellenici, legati alla progressiva nascita delle poleis e al movimento coloniale, anche se alcuni ex voto rimandano ancora a periodi più antichi. Infine, la recente scoperta di una fibula a forma di drago presso il santuario di Nikoleika aggiunge un tassello intrigante ai contatti coloniali tra il sistema del Golfo di Corinto e l'Italia meridionale.

For the post-palatial period in LH IIIC, when the phenomenon of metallurgical koine flourishes, above all the necropolises in the territory of Patras can help to understand the new power dynamics and the territorial management through the so-called “warriors graves”. The allochthonous metals are used in the funerary ritual in various solutions, as ways to create the new image of power, often the mirror of the internal competition and/or of the integration of foreign elements into the community. Since the 10th century B.C. the presence of Italic and central European objects in the Aegean is interrupted or, at the moment, cannot be archaeologically determined. This change seems to be related to the development of the sanctuaries, especially Panhellenic ones, linked to the progressive birth of the poleis and to the colonial movement, even if some votives still look to the older periods. Finally the recent discovery of a dragon fibula at Nikoleika sanctuary adds an intriguing piece to the colonial contacts between the Corinth Gulf system and South Italy.

Note per una rilettura dell’archaiologia siciliana (Th. VI.2-6) alla luce della mobilità mediterranea, Ennio Biondi

Questo articolo offre alcune considerazioni sull'attrattiva della Sicilia in Tucidide. Dal punto di vista dello storico, la Sicilia è un'isola con caratteristiche peculiari che hanno attratto diversi popoli fin dalla storia arcaica. Questa è una buona opportunità per riflettere sul ruolo della Sicilia nel sistema mediterraneo.

This article offers some considerations on the attractiveness of Sicily in Thucydides. From the historian’s perspective, Sicily is an island with peculiar characteristics that have attracted various peoples since Archaic history. This is a good opportunity to reflect on the role of Sicily in the Mediterranean system.

Leontinoi: il tempio arcaico sul colle S. Mauro, gli edifici di culto senza peristasi e il paesaggio sacro, Marcella Pisani, Fabrizio Fasoli

Dal 2021, l'Università di Roma Tor Vergata, in collaborazione con il Parco Archeologico di Leontinoi e Megara, sta riportando alla luce un tempio greco arcaico sul versante settentrionale del Colle San Mauro a Leontinoi. Questa scoperta rappresenta un'aggiunta significativa al quadro degli edifici sacri senza peristasi in Sicilia, offrendo l'opportunità di ripensare il dibattito sull'argomento. Infatti, la ricerca su questi modelli architettonici pone ancora diverse problematiche, rendendo più difficile l'analisi dei contesti. Con l'obiettivo di collocare la nuova acquisizione del tempio nel suo contesto storico e culturale, il seguente articolo esamina diversi edifici sacri senza colonnato in Sicilia, tracciandone lo sviluppo e mettendone in luce caratteristiche e peculiarità. Inoltre, un'analisi più dettagliata del tempio greco recentemente scoperto a Leontinoi, permette di ipotizzarne l'aspetto originario e la collocazione nel più ampio contesto topografico urbano.

Since 2021, the University of Rome Tor Vergata, in collaboration with the “Parco Archeologico di Leontinoi e Megara”, is bringing to light a Greek Archaic temple on the northern part of Colle San Mauro in Leontinoi. This discovery represents a significant addition within the framework of sacred buildings without peristasis in Sicily, providing an opportunity to rethink the discussion on the subject. Indeed, research regarding these architectural models still poses various issues, making the analysis of contexts more difficult.
With the aim of placing the new temple acquisition in its historical and cultural context, the following article examines various sacred buildings without a colonnade in Sicily, tracing their development and highlighting features and peculiarities. Furthermore, a more detailed analysis of the Greek temple recently found out in Leontinoi, allow us to suppose its originary appearance and its collocation in the broader urban topographic context.

Memorie focidesi. Il passaggio dei Persiani nella valle del Cefiso, Elena Franchi

Questo articolo si concentra sullo schieramento dei Focesi contro i Persiani durante le guerre greco-persiane, a causa della loro rivalità con i Tessali. Il legame tra battaglie tra vicini e medismo viene analizzato in due modi. In primo luogo, il contesto in cui si è sviluppato, identificato in una versione focese delle battaglie Tessalo-Focesi, e in secondo luogo, la funzione specifica che svolge in Erodoto. A tal fine, viene condotta un'analisi del passo di Erodoto su queste battaglie, evidenziando gli elementi che sembrano essere tessali da un lato e focesi dall'altro. Tra le élites focesi, in particolare, c'era il desiderio di manipolare la narrazione per giustificare il loro non-medismo nei confronti dei loro connazionali focesi dopo il disastro delle Termopili. Quel disastro ebbe conseguenze terribili per gli abitanti della regione, dopo che Serse aveva marciato con il suo esercito nella valle del Cefiso, lasciando una scia di morte e distruzione. L'articolo procede poi, in primo luogo, a indagare in quale misura il suddetto collegamento possa essere stato ammesso e utilizzato in una nuova funzione in ambienti tessali lontani dagli Alevadi e, in secondo luogo, a esplorare come queste storie abbiano avuto risonanza negli ambienti ateniesi, sia pro- che anti-focesi. L'analisi si conclude con un esame della parziale risemantizzazione di questo legame da parte di Erodoto.

This article focuses on the Phocians’ siding against the Persians in the Greco-Persian Wars on account of their rivalry with the Thessalians. The connection between neighbourly battles and medism is investigated in two ways. First, the milieu in which it has been shaped, identified in a Phocian version of the Thessalian-Phocian battles and second, the specific function it plays in Herodotus. To this end, a survey of Herodotus’ passage on these battles is carried out and the elements that appear to be Thessalian on the one hand, and Phocian on the other, are highlighted. Among Phocian elites especially, there was a desire to spin the narrative to justify their non-medism vis-à-vis their fellow Phocians after the disaster of Thermopylae. That disaster had dreadful consequences for the inhabitants of the region, after Xerxes marched his army into the Cephisus-valley, leaving a trail of death and destruction. The article then proceeds, first, to investigate the extent to which the above connection might have been admitted and put to work in a new function in Thessalian environments distant from the Alevadae, and, second, to explore how these stories reverberated in Athenian circles, both pro- and anti-Phocian ones. The analysis concludes with an examination of the partial resemantisation of this link by Herodotus.

The Cult of Zeus Eleutherios in the Athenian Agora and Liberation from Slavery, Miriam Valdés Guía

Nel 430-420 a.C., nel pieno della guerra archidamica, fu costruita ad Atene la Stoà di Zeus Eleutherios, che, secondo il grammatico Didimo, commemorava teoricamente la liberazione dai Persiani. Tuttavia, nella stessa voce del lessico di Arpocrazione viene riportata un'altra notizia, in questo caso dell'oratore Iperide, in cui si racconta della costruzione del portico da parte di liberti detti exeleutheroi. In seguito, si indaga non solo sulla costruzione della stoà, ma anche sul culto di Zeus nell'agorà arcaica e classica, poiché sembra che il santuario fosse preceduto da uno spazio cultuale precedente (forse con un piccolo santuario) prima della costruzione del portico. L'intento è quello di determinare i legami con Zeus Eleutherios e, di conseguenza, il concetto di libertà/liberazione legato al dio nell'Atene del VI e V sec. a.C., tutti fattori che contribuirono alla costruzione dell'identità ateniese dell'epoca.

In the 430-420s BC, in the midst of the Archidamian War, the Stoa of Zeus Eleutherios, which, according to the grammarian Didymus, theoretically commemorated the liberation from the Persians, was built in Athens1. However, in the same entry in Harpocration’s lexicon another piece of news is noted, in this case by the orator Hyperides, in which he relates the construction of the portico by freedmen known as exeleutheroi. In what follows, an enquiry is performed not only into the construction of the stoa but also into the cult of Zeus in the Archaic and Classical agora, as it seems that the sanctuary was preceded by an earlier cultic space (possibly with a small sanctuary) before the construction of the portico. The intention is to determine the connections with Zeus Eleutherios and, consequently, the concept of freedom/liberation linked to the god in Athens in the 6th and 5th centuries BC, all of which contributed to Athenian identity-building at the time.

Note epigrafiche sulla riparazione degli oggetti nella Grecia classica, Giovanni Marginesu

Tra i beni confiscati e venduti nel caso degli Ermocopidi e della profanazione dei Misteri (415-413 a.C.), figurano anche oggetti rotti e riparati (scarpe, legni, vasi e altri mobili). A partire dall'analisi epigrafica e storica di questi dati, si cerca di impostare un quadro metodologico e documentario in cui collocare la pratica della riparazione e della vendita dei manufatti, al fine di comprenderne il consumo e la circolazione.

Among the goods confiscated and sold in the case of the Hermokopidai and the profanation of the Mysteries (415-413 BC), there are also broken and repaired objects (shoes, woods, vases and other furniture). Starting from the epigraphical and historical analysis of these data, an attempt is made to set up a methodological and documentary framework in which to place the practice of repairing and sell artifacts, in order to understanding their consumption and circulation.

Hermes, il guastafeste. Un cratere a campana inedito del Pittore del Ciclope, Ludovico Rebaudo, Anna Chiara Bellinato

Il cratere a campana che pubblichiamo qui, di proprietà privata, può essere facilmente attribuito al Pittore dei Ciclopi. Merita attenzione per la sua qualità. Sul lato principale, Hermes conversa con un satiro seduto, mentre una menade dall'aspetto androgino li osserva. È una delle poche scene mitologiche del pittore e il suo significato è enigmatico.

The bell crater we publish here, privately owned, can be easily assigned to the Cyclops Painter. It deserves attention for its quality. On the main side Hermes is conversing with a seated satyr, while a maenad of androgynous appearance is looking at them. It is one of the painter’s few mythological scenes and its meaning is enigmatic.

De l’importance de (ne pas) être grec: hommes et territoires au nord de la Mer Noire, Madalina Dana

La corrispondenza privata su piombo e ostraka proveniente dal Mar Nero settentrionale costituisce una fonte privilegiata per la scrittura, nonché per le pratiche commerciali e giuridiche delle comunità a contatto. La storiografia recente tralascia l'etnicità per concentrarsi sui fenomeni di middle ground, frutto di prestiti e scambi consapevoli o, più spesso, inconsapevoli. Questa è la complessa realtà illustrata dai nostri documenti, che menzionano persone con nomi non greci (che non sempre rappresentano un indicatore affidabile dell'origine etnica) coinvolte in transazioni commerciali con gli abitanti delle città greche, agendo come partner commerciali, concorrenti o avversari. Al di fuori dei territori delle poleis greche, il quadro giuridico per le transazioni commerciali sembra essere garantito dall'applicazione locale del diritto greco, in particolare per quanto riguarda la procedura di sequestro qualora uno dei partner sia stato danneggiato nei suoi interessi. In tutti i documenti, le popolazioni locali appaiono in tre modi: come individui, come gruppo identificabile sebbene non localizzato con precisione, o come gruppo generale, come "Sciti". Questa via di mezzo economica è anche culturale, come risultato della lingua condivisa, delle pratiche di scrittura e dell'uso di documenti scritti, sia della corrispondenza privata che dei registri.

Private correspondence on lead and ostraka from the northern Black Sea is a privileged source for the writing, as well as for the commercial and juridical practices of communities in contact. Recent historiography leaves aside ethnicity to focus on Middle Ground phenomena, which are the result of conscious or, more often, unconscious borrowings and exchanges. This is the complex reality illustrated by our documents, which mention people bearing non-Greek names (which is not always a reliable indicator of ethnic origin) involved in commercial transactions with the inhabitants of the Greek cities, acting as business partners, competitors or opponents. Beyond the territories of the Greek poleis, the legal framework for commercial transactions appears to be ensured by the local application of the Greek law, particularly for the procedure of seizure if one of the partners has been harmed in his interests. Throughout the documents, local populations appear in three ways: as individuals, as an identifiable group although not accurately located, or as a general group, as “Scythians”. This economic Middle Ground is also a cultural one, as a result of the shared language, writing practices and use of the written records, both private correspondence and registers.

Un diverso modello di produzione: alcune riflessioni dalla ceramica figurata nei contesti di IV-III secolo a.C. di Sarno, Serena De Caro, Antonia Serritella

La revisione della documentazione conservata presso il Museo Archeologico Nazionale della Valle del Sarno ha permesso di approfondire alcuni aspetti relativi a quest’ambito territoriale, con particolare riferimento all’età classica ed ellenistica. In questo contributo, l’attenzione si è concentrata su tredici vasi a figure rosse rinvenuti a Sarno, nella necropoli e nell’area sacra di Foce, che invitano a formulare alcune considerazioni. I vasi, provenienti da deposizioni femminili, databili tra gli ultimi decenni del IV e i primi anni del III sec. a.C., sono decorati con una o due teste femminili. Pur mostrando affinità con quelli ricondotti da A.D. Trendall al “Gruppo di Fratte”, per la commistione di elementi che li contraddistingue, sollecitano alcune considerazioni sul superamento del concetto stesso di “gruppo” e di mano pittorica a favore di una più ampia riflessione sugli ambiti di produzione e circolazione di modelli e maestranze, di diversa formazione e provenienza.

The revision of the documentation preserved at the National Archaeological Museum of the Sarno Valley permitted to deepen some aspects about this territorial area, especially for the Classical and Hellenistic ages. In this contribution, attention has been concentrated on thirteen red-figure vases recovered in Sarno, in the necropolis and in the sacred area of Foce, which invite us to formulate some considerations. The vases, from female depositions, dated between the last decades of the 4th and the first years of the 3rd century B.C., are decorated with one or two female heads. While showing affinities with those traced back by A.D. Trendall to the “Fratte Group”, due to the mixture of elements that distinguishes them, they solicit some considerations on the overcoming of the very concept of “group” and the painter’s hand in favour of a broader reflection on the areas of production and circulation of models and craftsmen, of different training and origins.

A Note on the Roman Roads of Hierapytna, Vyron Antoniadis

Le strade furono cruciali per l'espansione dell'Impero Romano, poiché facilitavano l'integrazione militare, politica, amministrativa ed economica tra il Mediterraneo, l'Europa settentrionale, il Vicino Oriente e il Nord Africa. Ciononostante, gli investimenti romani nelle reti stradali in Grecia furono relativamente limitati, soprattutto se confrontati con altri progetti infrastrutturali come gli acquedotti. Tuttavia, la documentazione storica e le testimonianze epigrafiche provenienti da Creta, in particolare dalla città di Hierapytna, suggeriscono che la manutenzione stradale rimase una priorità per i Romani. Questo articolo analizza i percorsi che conducevano a Hierapytna raffigurati nella Tabula Peutingeriana, concentrandosi sulle stazioni finali del percorso settentrionale (da Biannos a Hierapytna) e di quello meridionale (da Inatos a Hierapytna), nonché sulla ricerca del loro punto di convergenza a sud-ovest della città. Utilizzando strumenti di programmazione GIS e R, questo studio calcola le distanze di questi percorsi, contestualizzando i risultati con evidenze archeologiche e testimonianze antiche e moderne. Questa ricerca offre nuove prospettive sulla topografia della Creta romana e sottolinea l'importanza di integrare approcci innovativi e tradizionali nell'analisi archeologica.

Roads were crucial for the expansion of the Roman Empire since they facilitated military, political, administrative, and economic integration across the Mediterranean, Northern Europe, the Near East and North Africa. Despite this, Roman investment in road networks in Greece was relatively limited, especially when compared to other infrastructure projects such as aqueducts. However, historical documentation and epigraphic evidence from Crete, particularly in the city of Hierapytna, suggests that road maintenance remained a priority for the Romans. This paper investigates the routes leading to Hierapytna which are depicted on the Tabula Peutingeriana, focusing on the final stations of the northern route (Biannos to Hierapytna) and the southern route (Inatos to Hierapytna), as well as on the search for their convergence point southwest of the city. Using GIS and R programming tools, this study calculates distances for these routes, contextualizing the finding with archaeological evidence, as well as ancient and modern testimonies. This research offers new insights into the topography of Roman Crete and underscores the value of integrating innovative and traditional approaches in archaeological analysis.

Un’antologia di miti in marmo tra Grecia e Roma, Maria Elisa Micheli

L'articolo si propone di mettere in luce le relazioni tra cultura visiva e letteraria nei rilievi marmorei Spada e Colonna, realizzati nella prima metà del II sec. d.C.

The paper aims to point out the relations between visual and literary culture in the Spada and Colonna marble reliefs, produced in the first half of the 2nd century AD.

Il mondo greco: scoperte e studi

Tra Ellenismo e romanizzazione: recenti ricerche di archeologia siciliana
Rosina Leone


Rassegne e discussioni

De te fabula narratur. Riflessioni sui rapporti tra Egeo e Mediterraneo occidentale nella seconda metà del II millennio a.C.
Santo Privitera


Connessioni mediterranee: l’insediamento fenicio di La Fonteta (Guardamar del Segura)
Stefano Santocchini Gerg


Distruzioni di città antiche
Emanuele Greco


Ricordo di un Maestro: Ettore Lepore
Angela Pontrandolfo


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